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Wednesday, August 29, 2018

Il viadotto e l'arte della manutenzione

 - Ricordi e riflessioni legate al recente tragico evento di Genova -

 

Alcuni giorni fa sfogliando un libro capitatomi a caso tra le mani, aperto ad una pagina a caso, lo sguardo mi cade su queste pagine, estratte dal libro "Il Potere - Come usarlo con intelligenza" di James Hillman, che invito a leggere con attenzione. (V. immagine intestazione articolo. A proposito, direi che anche il titolo del libro appare sintomatico, per il caso in questione). 
Nel leggere quelle righe non ho potuto fare a meno di collegare il mio pensiero al recente tragico evento relativo al crollo del viadotto sul Polcevera a Genova. 
Qualche ulteriore successiva riflessione mi ha anche rievocato i tempi in cui, da studente liceale adolescente nel corso degli anni ottanta (nonché nei periodi, anche piuttosto lunghi, di mio rientro in Liguria dal Veneto, dove studiavo all'Università, nel corso della prima metà degli anni novanta), davo una mano e supportavo con una certa costanza l'attività di una delle copisterie di famiglia, ad Imperia. (In seguito ne verrà aperta un'altra a Padova dove, da studente universitario a Venezia Ca' Foscari, fuori sede e pendolare, tra infiniti sacrifici, supportavo sempre con una certa costanza la relativa attività). 
Ebbene la copisteria di Imperia deteneva allora, tra l'altro, gli appalti relativi alle opere e ai lavori di Autostrada dei Fiori SpA e del Genio Civile. 
Nell'ambito della mia citata attività di supporto ed ausilio alla copisteria di Imperia rientrava anche quella di fare la spola tra la stessa copisteria e la sede dell'Autostrada dei fiori, che per inciso gestiva il tratto del Ponente ligure della rete autostradale, al fine di consegnare le copie, spesso piuttosto voluminose, dei progetti relativi ai vari tratti autostradali, principalmente per ragioni legate alla loro manutenzione, ordinaria e/o straordinaria. Si trattava di copie eliografiche di lucidi originali arrotolati che in molti casi arrivavano a snodarsi anche per decine e decine di metri. Tali copie venivano poi piegate in plichi, ed erano oggetto di consegna (dopo aver ritirato gli originali), spesso da parte mia, insieme agli originali. Molti di questi documenti originali, un po' per la loro voluminosità, ma anche per la loro riservatezza, venivano conservati e custoditi nel caveau, posto sotto il palazzo a vetri sede dell'Autostrada dei fiori. 
Naturalmente, in corrispondenza di queste attività relative a planimetrie, progetti e relative copie, si poteva osservare sui vari tratti dell' Autostrada del Ponente ligure, (costituiti anche da una serie di lunghissimi, arditi viadotti svettanti a svariate decine di metri di altezza a collegare i tratti intercorrenti tra le numerose, spesso lunghissime e quasi interminabili, gallerie che attraversano l'Appennino ligure) una corrispondente concreta attività materiale, operativa e di interventi di manutenzione posta in essere da personale facente capo ad Autostrada dei Fiori, con le loro sgargianti e luminescenti casacche e braghe arancioni, che movimentavano varie tipologie di macchinario pesante o che sostavano sui tratti di autostrada, oppure se ne potevano vedere altri concreti segni di operatività quali restringimenti di carreggiata, cartelli e segnaletica varia, anche di tipo luminoso. Ad ogni modo tutte le strutture delle opere, piloni dei viadotti e gallerie incluse, erano investite da tali periodiche attività manutentive, e questo lo si poteva constatare appunto anche visivamente, materialmente, lungo tutto il tratto autostradale. 
Questa attività veniva ordinariamente svolta in modo sistematico, massivo, continuo e continuativo, almeno per il periodo cui mi riferisco, ossia anni ottanta/novanta del secolo scorso, in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria lungo il tratto di Autostrada del Ponente ligure gestito da Autostrada dei Fiori S.p.A. Il finanziamento di tali attività, naturalmente, proveniva dagli introiti derivanti dal pagamento dei pedaggi autostradali. 
L'attività di manutenzione, come le stesse parole di Hillman sottolineano, per quanto in genere possa essere apparentemente umile e di basso profilo, é un'attività fondamentale che si pone a cura, "al servizio di" e la cui mancanza fa sí che inesorabilmente operino le forze che spingono al degrado, all' entropia e, in definitiva, al collasso. 
A fronte del disastro e della strage verificatasi a Genova con il crollo del Ponte Morandi c'è da domandarsi se da parte della famiglia Benetton e Autostrade per l'Italia, concessionaria della gestione, questo tipo di attività continuativa ed attenta, nel corso degli anni e dei decenni, sia stata ordinariamente svolta e con quanta diligenza o se invece ci si sia solo concentrati e si sia badato solo ad intascare i lauti profitti da monopolio di questa "gallina dalle uova d'oro". E poi, lo Stato concedente ha condotto diligentemente i controlli che ad esso spettavano, intervenendo tempestivamente alla minima inadempienza del concessionario ? Comunque si siano svolti i fatti, il tragico risultato purtroppo l'abbiamo constatato tutti. 
Il viadotto sul Polcevera: quante volte, nel corso degli anni, soprattutto percorrendo la tratta ferroviaria Venezia-Ventimiglia, ho avuto modo di vederlo. Rappresentava senz'altro un simbolo, per la città di Genova e in generale, lo si intravedeva già a distanza stagliarsi imponente e snello allo stesso tempo, quasi a rappresentare una simbolica "barriera" che separava la "cappa" padana a monte dalla tersa, limpida e cristallina atmosfera ligure, sia essa diurna o notturna. Quel simbolo è crollato. Provocando decine di morti e feriti e altri danni inestimabili. Qualcuno dovrà risponderne. 
L'unico augurio che si possa fare è che da questa tragica vicenda e dalle relative riflessioni che ne scaturiscono si possa prendere spunto per una rinascita del Paese.

 https://www.linkedin.com/pulse/la-manutenzione-massimiliano-mauriello/

(continua su: https://www.linkedin.com/pulse/la-manutenzione-massimiliano-mauriello/)
Viaduct - StockPhoto

 

 


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